Furetti
Akira e Okuto
Akira, la furetta,
era stata trovata, abbandonata in un parco, da Chèrie,
la cagnolina di mio figlio, poiché nessuno l’aveva reclamata rimase con noi.
Quando Akira arrivò, in casa c’era Okuto, un furetto simpaticissimo, cresciuto tra cani e
gatti, un buffone nato, sfacciato e golosissimo di formaggio e che, in cambio
di un cioccolatino, recuperava qualsiasi oggetto luccicante trovasse in casa,
abitudine utilissima quando perdevo un anello, un orecchino o simili. Akira, invece, doveva essere cresciuta in gabbia, e,
inizialmente, solo con grande apprensione si avventurava fuori dalla tana, a poco
a poco, però, acquistò confidenza e Okuto si trovò
ammogliato ad una vera Santippe. Akira, infatti, gli
faceva tremende scenate ed il povero Okuto, pur di
non sentirla, andava a dormire nella vasca da bagno, dove Akira
non riusciva a seguirlo e, se, per caso,la pettegola
ci riusciva, non era più capace di uscire, ed Okuto,
poco cavallerescamente, la piantava lì. Akira era
estremamente loquace e le sue giaculatorie parevano assordare il consorte. Con
il passar dei mesi, Akira divenne meno scorbutica,
anche perché Okuto le lasciava scegliere il piattino
e la cuccia, non tanto per cortesia quanto per non
essere scocciato. Ovviamente la furetta diffidava
degli altri ospiti della casa, ma, poco a poco, Akira
si abituò alla pacifica convivenza con i coinquilini, anche se aveva simpatie
ed antipatie: alcuni gatti erano ammessi alla sua augusta presenza, e, come Crios e Scheeva, potevano
addirittura condividere la cuccia con lei, altri, invece, si dovevano tenere a
rispettosa distanza, anche ai cani madama non dava eccessiva confidenza, mentre
Okuto giocava per ore con loro, non avendo mai ben
capito che differenza ci fosse tra lui, un cane e un gatto!
Storia di Paola F. concessa da Gatti, fatti e misfatti